
Sibla 1929: il lancio dell’asino volante
Riguardo alla quarta edizione della Festa della Sibla, il 31 luglio 1929 il giornale “Il Quotidiano” pubblica un articolo a firma A.A.

Sibla 1929: il lancio dell’asino volante
Riguardo alla quarta edizione della Festa della Sibla, il 31 luglio 1929 il giornale “Il Quotidiano” pubblica un articolo a firma A.A.

Gli altri castelli di Cherasco
Nel medioevo a Cherasco molte strutture difensive sorgevano a presidio del territorio: dai veri e propri castelli alle torri, a “fortini” costruiti con ogni probabilità non in muratura ma in legno. I castelli principali erano 4: Cherasco, Narzole, Cervere e di Santo Stefano del Bosco.

Festa del Piemonte: Cherasco chiuderà il calendario degli eventi
Il convegno “Cherasco 1631. Una speranza di pace per l’Europa in guerra”, organizzato dall’Associazione Cherasco Cultura in collaborazione con il Comune di Cherasco e in programma il 23 e 24 ottobre, rappresenterà l’evento conclusivo delle cinquanta manifestazioni diffuse in tutto il territorio regionale (da giugno ad ottobre) per celebrare la Festa del Piemonte.

Nei secoli passati, non potendo produrre il ghiaccio durante i mesi caldi nei quali sarebbe stato più utile, era pratica comune in inverno immagazzinarlo per consumarlo durante la bella stagione. Venivano così realizzate le ghiacciaie (giasere in piemontese), strutture quasi sempre scavate nel terreno per sfruttare l’isolamento termico garantito dalla terra.

Francesco Voersio, chi era costui?
Quando venne scritta la prima storia di Cherasco e chi la diede alle stampe? Nei primi anni del Seicento per la prima volta un erudito, il padre carmelitano Francesco Voersio, si impegna nella redazione di una storia cheraschese e lo fa soprattutto sulla base di documenti, quelli dell’archivio comunale, che ha avuto l’incarico di riordinare nel 1616.

Una strada protetta per il capitano dei Visconti
Nel territorio di Cherasco nel Medioevo sul finire del XIV secolo vi era una vera e propria ragnatela di strutture che si dipanava sul territorio attraverso l’intreccio di strade «protette», barriere, fossati, fortini in legno, piccoli castelli, torri, dai confini più estremi sino alle porte di Cherasco.

Cherasco e lo scudo d’acqua: l’ingegneria difensiva nel Medioevo
Non tutti i lati della città erano ugualmente sicuri. Mentre i pendii naturali offrivano una protezionesu alcuni fronti, la zona meridionale — rivolta verso la pianura e la Porta di Narzole — era il punto debole, il più esposto a tentativi di sfondamento. I cheraschesi ricorsero quindi all’uso dell’acqua.

Cherasco: il borgo nato fortificato
Sebbene il primo documento che attesta esplicitamente l’esistenza di mura risalga al 1289, Cherasco è stata concepita come un luogo fortificato fin dai suoi primi istanti. Il leggendario tracciamento dei confini con l’aratro, il sulcus primigenius, portò quasi immediatamente alla costruzione di opere difensive.

Un cheraschese prigioniero degli inglesi… nel 1368!
La storia del cheraschese Oddino Ratti è una vicenda particolare, quella di un uomo che, per la sua fedeltà ai Visconti, fu detenuto per oltre due anni prima dai soldati inglesi e poi dai marchesi del Monferrato.

“Il secolo delle innovazioni” in digitale (seconda parte)
Grazie all’8 per mille della Chiesa valdese. Migliaia di pagine di documenti antichi rese accessibili a tutti e consegnate ai posteri attraverso gli strumenti della moderna tecnologia.